Un piccolo laboratorio per realizzare una trottola con le tinte dell'arcobaleno e scoprire di quali colori è fatta la luce.
La trottola è uno degli strumenti di gioco più diffuso a livello mondiale ed ha origini molto antiche.
Essa infatti risale ancor prima del Medioevo. In Italia si è diffusa nel dopoguerra. In Sicilia, precisamente a Montedoro, esiste un monumento dedicato proprio alla trottola.
Ed ora iniziamo il laboratorio.
Materiale occorrente:
·
cartoncino bianco
· una tazza per la colazione o il tappo di un barattolo
·
colla vinilica
·
dei pennarelli o matite colorate (rosso,
arancione, giallo, verde, azzurro, indaco, violetto)
·
una matita e una gomma per
cancellare
·
forbici a punta tonda
·
una moneta da 5 centesimi
1.
Poggia la tazza per la colazione o il tappo di un barattolo sul cartoncino e con la matita disegna
il perimetro (se il cartoncino è troppo sottile incolla due dischi uno sopra l'altro con la colla);
2.
Ritaglia con le forbici il cerchio che
hai disegnato sul foglio. Mi raccomando cerca di farlo con precisione;
3.
Ora disegna le aree da
colorare. Disegna una retta che parta dal centro del cerchio e falla arrivare
fino al bordo e da qui disegna 7 spicchi abbastanza simili tra loro e colorali usando pennarelli o matite colorate (rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco, violetto)
4. Una volta ottenuto il disco colorato fai un piccolo taglio al centro del cartoncino con l'aiuto di un genitore ed infila la moneta con un po' di colla. Se preferisci invece della moneta puoi fare un piccolo foro (sempre al centro del cartoncino) e infilare la matita.
5. Aspetta con un po' di pazienza che la colla si asciughi.
6. E’ arrivato il momento di far ruotare la trottola e, come per magia, i colori si
mescoleranno e apparirà il BIANCO!
Se
l’esperimento non riesce riprova! Hai solo bisogno di un po’ di allenamento o
di aumentare la velocità della trottola.
Buon divertimento!!!
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Un po' di storia...
La trottola era un giocattolo diffuso già tra i Greci (chiamata Paleo viene menzionata nell’Iliade) e i
Romani, che la consigliavano come passatempo al posto dei dadi. I Romani la chiamavano
"turbo" e sembra che si disegnasse per terra un grande cerchio diviso
in dieci settori numerali, ad ognuno dei quali corrispondeva un punteggio. Lo
scopo del gioco consisteva nel far roteare la trottola nel centro, raggiungendo
così il massimo punteggio.
Gli Egizi si avvalevano di trottole in legno di cisto, mentre le
popolazioni indigene di Asia e Africa utilizzavano ghiande o altre trottole rudimentali
in legno.
Attorno al XIV secolo si ha la massima diffusione della trottola, specie
in Inghilterra dove era
abbinata addirittura a certe cerimonie religiose. Il Martedì Grasso si
organizzavano corse di trottole lungo le strade delle parrocchie.
Le trottole erano diffuse anche tra gli indiani del Nord e del Sud America da molto prima
dell'arrivo di Colombo. Gli Inuit,
una popolazione delle coste artiche, cercavano di far fare alle trottole un
giro completo delle loro abitazioni soprattutto in inverno.
Particolarmente in Giappone è
diffusa la produzione artigianale di questo giocattolo. Molti artigiani di
questo paese sanno creare trottole "partorienti", ovvero che ne
liberano altre più piccole durante il loro giro.
Nel Borneo e
nella Nuova Guinea dopo la semina
i contadini fanno girare le trottole per stimolare la crescita dei germogli.
A cura di Anna La Barbera
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